Il passaggio generazionale dell’azienda: la grande incognita per l’imprenditore

Il passaggio generazionale dell’azienda: la grande incognita per l’imprenditore

Purtroppo, la maggior parte degli imprenditori italiani dimostra di non avere un’adeguata consapevolezza dei rischi di natura civilistica e fiscale connessi alla successione della propria azienda. Ad esempio, dal punto di vista civilistico, in assenza di testamento l’azienda viene ereditata in comunione indivisa tra tutti i coeredi – condizione che ne rende la gestione assai complessa e problematica. Inoltre, dal punto di vista fiscale, l’imprenditore non sempre è consapevole del fatto che l’assenza di programmazione della successione d’azienda può pregiudicare l’accesso a importantissimi vantaggi fiscali in termini di risparmio di imposta di successione e donazione

Il passaggio generazionale dell’azienda è un aspetto molto delicato della successione dell’imprenditore ed è un tema purtroppo ancora poco affrontato in Italia. Anzitutto occorre sapere che l’azienda e le partecipazioni sociali sono beni che cadono in successione al pari di tutti gli altri beni e diritti dell’imprenditore (immobili, attività finanziarie, etc.). Se l’imprenditore non decide in vita a chi lasciare l’azienda, è la legge a decidere per lui: in mancanza di testamento, infatti, è il Codice Civile ad individuare puntualmente i soggetti chiamati all’eredità e le quote di patrimonio loro spettanti (successione legittima). Inoltre, i beni e l’azienda sono ereditati in comunione ereditaria tra tutti i coeredi, condizione che comporta stallo per l’azienda e litigiosità per i coeredi. Se, poi, l’imprenditore decide in vita di individuare il soggetto a cui lasciare l’azienda, occorre anche tenere presente che testamento e donazione non sempre sono soluzioni definitive: ad es., il testamento redatto senza un’attenta guida potrebbe violare i diritti degli eredi “legittimari” e una donazione, essendo pura “anticipazione” della successione, salvo particolarità non ha carattere di definitività. In conclusione, una successione non programmata rende arduo il passaggio generazionale dell’azienda, tanto che in Italia ben l’80% dei casi di passaggio generazionale d’azienda ha carattere traumatico.

La successione è il momento più critico dell’esistenza dell’azienda

Il passaggio generazionale d’azienda è in tutto e per tutto un problema di sopravvivenza dell’azienda: la gestione del processo è così complessa che ad oggi il 70% delle aziende non sopravvive al loro fondatore, poco più del 10% arriva alla terza generazione e meno del 5% alla quarta.

Il tema “successione d’azienda”, infatti, non viene gestito per tempo – e anzi spesso è addirittura trascurato del tutto: solo il 55% degli imprenditori dichiara di aver già affrontato il nodo del passaggio generazionale della propria azienda. Questi dati rispecchiano un diffuso atteggiamento dell’imprenditore italiano: disinteresse e poca lungimiranza in riferimento alla continuità della propria azienda. Un passaggio generazionale gestito nella fretta della contingenza e in assenza di programmazione influisce assai negativamente non solo sulle performance dell’azienda (fino a decretarne addirittura il fallimento), ma anche sulla ricchezza della famiglia dell’imprenditore – proprio in quanto l’azienda, che spesso ne rappresenta l’asset più importante, ne esce più debole e frammentata

Come gestire al meglio il passaggio generazionale

Da quanto detto sopra, dovrebbe essere chiaro che il passaggio generazionale d’azienda non può essere improvvisato in un’ottica emergenziale. La tutela del bene primario della famiglia dell’imprenditore – l’azienda e la sua continuità – passa necessariamente attraverso un’attenta pianificazione studiata con largo anticipo: occorre, infatti, approntare strategie e utilizzare strumenti che permettano di cogliere l’opportunità di trasferire non solo l’azienda, ma anche il know-how, i valori e l’expertise. Inoltre, non va dimenticato che spesso, all’atto del passaggio generazionale d’azienda, emergono necessità finanziarie dell’imprenditore, ad es. per la liquidazione degli eredi non interessati nel proseguimento dell’attività di impresa. Per questi motivi è utile rivolgersi a un consulente patrimoniale che possa affiancare l’imprenditore lungo tutto il processo di programmazione del passaggio generazionale d’azienda.

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Massimo Zaniboni

Massimo Zaniboni

Ciao, sono Massimo, e sono un private banker dal 1994.

Sono un esperto di strumenti finanziari che identifica i bisogni del il proprio Cliente e lo guida nella scelta degli investimenti coerenti con la propensione al rischio e l’orizzonte temporale, per garantire la continuità e sostenibilità del patrimonio familiare.