La relazione tra il tuo saldo di conto e i microchip

La relazione tra il tuo saldo di conto e i microchip

Previdente può definirsi chi risparmia per garantire a sé e alla propria famiglia un futuro migliore.
Tuttavia i più, tra quanti lo fanno, concepiscono il risparmio come puro accantonamento di denaro su un conto corrente. Idea questa concettualmente giusta a patto però che si verifichi una condizione necessaria e sufficiente, e cioè che i tassi di interesse presenti sul mercato risultino superiori al tasso di inflazione corrente. Purtroppo però, oggi le cose non stanno propriamente così…

Tassi di interesse, inflazione e crisi energetica

A livello internazionale i tassi di interesse sono ovunque pari o di poco superiori allo zero a fronte di un’inflazione crescente. Nella sola Germania i prezzi al consumo sono saliti ad ottobre del +4,5% su base annua, in Italia del +3,0%.

In tutta Europa l’accelerazione inflattiva è in gran parte riconducibile all’impennata dei prezzi dell’energia (+24,9%), in primis a causa della diatriba internazionale tra Russia e Germania circa le forniture di Gas dal Mar Baltico all’Europa e che ha portato Mosca a garantire forniture di gas a singhiozzo al fine di sbloccare la procedura di attivazione dei gasdotti interessati da parte tedesca.

Tutto questo mentre causa arrivo della stagione fredda e riapertura dell’economia post lockdown la domanda di gas sale.

Allo stesso tempo anche Cina e India concorrono ad alimentare la crescita della domanda mondiale di energia comunicando di non avere alcuna intenzione di consumare meno carbone per alimentare la loro crescita strutturale.

La crisi dei chips

Non bastasse la crisi energetica ad influire sui prezzi al consumo, vi è anche la crisi dei semiconduttori riconducibile alla forte crescita della domanda di chips in capo all’industria elettronica di consumo (smartphone, videogames, robot, elettrodomestici di nuova generazione etc…), ma non solo. Si pensi anche all’industria automobilistica dove i nuovi modelli di auto includono software e funzionalità evolute che si basano su microprocessori la cui scarsità di fatto blocca la produzione di veicoli nuovi.

Banche Centrali attendiste

Anche le Banche Centrali guardano con crescente preoccupazione ai tassi di inflazione dato che la priorità della Bce è il mantenimento dell’inflazione a livelli prossimi o inferiori al 2% nel medio periodo. Comunque la Bce ha momentaneamente preferito rinviare qualsiasi decisione in materia di politica monetaria al summit di dicembre optando per il mantenimento, almeno per ora, dei tassi fermi allo zero.

Riduzione del potere di acquisto

Il quadro appena descritto crea non pochi problemi a quei risparmiatori tuttora convinti che la modalità migliore di proteggere e far fruttare il proprio denaro sia parcheggiarlo in banca su un semplice e sicuro conto corrente.

Volendo semplificare al massimo il concetto, se sale l’inflazione e i tassi di interesse sono praticamente a zero, quello che oggi posso comprare con mille euro non sarà uguale a quello che potrò acquistare tra uno o cinque anni perché quello stesso articolo costerà di più. Se per ipotesi ad inizio 2010 un risparmiatore disponesse di 10 mila euro e con un tasso di interesse dell’1% annuo, a tutto il 2020 questa somma sarebbe diventata 11.046 euro. E se allo stesso tempo stimassimo un’inflazione  media annua del 2,8%, il nostro risparmiatore dovrebbe disporre di 13.180 per mantenere inalterato il potere d’acquisto. E’ cosi semplicemente spiegata la trappola della troppa liquidità con tassi bassi e alta inflazione.

Investire?
Meglio farlo prima possibile

Come si può facilmente dedurre da quanto detto finora, immobilizzare tutti i propri risparmi su un conto corrente non è una scelta lungimirante per il nostro portafoglio. Perché i nostri risparmi possano crescere nel tempo, resistendo alla spinta erosiva dell’inflazione occorrerà investirli prima possibile. Più procrastineremo questa decisione e più a lungo rinunceremo agli eventuali guadagni che potremo cogliere sui mercati finanziari.

Chiaramente propedeutico a qualsiasi investimento è buona cosa definire attentamente l’orizzonte temporale dell’investimento e va da sé che, in via generale, più ampio sarà l’orizzonte temporale, maggiore sarà il rendimento atteso del portafoglio. 

Fare i conti con la volatilità

Ogni investimento, si sa, è soggetto ad una certa volatilità che possiamo definire intuitivamente come la misura del nervosismo dei mercati finanziari. Se viceversa volessimo essere più precisi: per volatilità dei mercati intendiamo quelle fasi, settimane o mesi, in cui le oscillazioni delle varie asset class sono più significative.

Queste fasi solitamente coincidono con  preoccupazioni e nervosismo dei grandi investitori che a loro volta generano ansia e stress nei piccoli risparmiatori.

La recente pandemia ha chiarito molto bene questa dinamica: al culmine della crisi provocata dalla diffusione del virus i mercati azionari in un solo mese (dal 23 febbraio 2020 al 23 marzo 2020) hanno accumulato perdite del 33,9%: oggi, a distanza di 21 mesi i principali indici di Borsa non solo hanno recuperato quella correzione, ma hanno conseguito nuovi massimi.

Un orizzonte temporale sufficientemente lungo

Perché un qualsiasi investimento possa ritornare nel tempo con un rendimento positivo deve permettere al risparmiatore di resistere alle oscillazioni dei mercati. Dunque per governare la volatilità dei mercati due sono gli accorgimenti di cui dispone il risparmiatore “consapevole”: un portafoglio ampiamente diversificato e un orizzonte temporale sufficientemente lungo.

Nel tempo è infatti possibile bilanciare le perdite legate al singolo momento con i successivi rialzi. In altre parole l’arco temporale mitiga, trasformandole spesso in opportunità, le oscillazioni di breve periodo.

Vediamo per concludere un breve esempio esplicativo di come il tempo sia un fedele alleato del risparmiatore “consapevole”. Prendiamo in esame il quinquennio 2015-2020. L’indice MSCI World in 5 anni ha generato  – dal 23/2/2015 al 22/2/2020 – una performance del 48,9% in euro.

Scendendo più nel dettaglio ad esaminare la performance anno per anno. la stessa non è stata sempre positiva. Nel 2018 è stata del -5,9%.

Altro esempio. Negli ultimi 10 anni, dal 19/11/2011 al 19/11/2021 l’indice MSCI world in euro si è apprezzato del 226% in euro, pari al 12,5% annualizzato. Tuttavia gli investitori hanno dovuto superare lo stress legato alla tentazione di disinvestire tutto in almeno tre forti correzioni di Borsa: una del -19,7% tra il primo novembre 2015 e l’11 febbraio 2016, un’altra del -13,5% tra il 19 novembre 2018 il 24 dicembre 2018, e la terza del -33,9% tra il 23 febbraio 2020 e tra il 23 marzo 2020.

Per concludere un impiego di denaro fatto con un periodo temporale lungo 5 o 10 anni, tende sempre ad essere capace di opporsi con efficacia alla volatilità, ottenendo rendimenti positivi.

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Massimo Zaniboni

Massimo Zaniboni

Ciao, sono Massimo, e sono un private banker dal 1994.

Sono un esperto di strumenti finanziari che identifica i bisogni del il proprio Cliente e lo guida nella scelta degli investimenti coerenti con la propensione al rischio e l’orizzonte temporale, per garantire la continuità e sostenibilità del patrimonio familiare.