Investimenti? Mai senza decorrelazione!

Investimenti? Mai senza decorrelazione!

Quando si parla di investimenti finanziari o, più in generale, di processo d’investimento, i fattori da tenere in considerazione sono molteplici.

Costruire un portafoglio significa, come detto più volte, individuare gli obiettivi da raggiungere nel rispetto delle proprie esigenze allo scopo di ottenere una pianificazione finanziaria corretta. Nella ricerca di rendimento non è però sufficiente alzare il grado di rischio dei portafogli: serve invece costruire un portafoglio con una buona decorrelazione tra le varie tipologie di investimento che lo compongono.

De-correlazione

Lo sforzo maggiore deve essere quello di valutare all’ interno di ogni singola componente del portafoglio se sia decorrelata in maniera soddisfacente.
Ma che cos’è la decorrelazione?
E’ un indicatore statistico che misura le relazioni tra gli andamenti di due o più variabili (mercati, indici, titoli o fondi). 

Provo a spiegarmi meglio.
Negli anni passati, per decorrelare un investimento era sufficiente comprare titoli di Stato italiani, tipicamente Btp, ed affiancarli ad un paniere di azioni. Al crescere di uno dei mercati, di norma, l’altro scendeva. Quindi avendo in portafoglio azioni ed obbligazioni si decorrelava l’andamento del portafoglio nel suo complesso e si riduceva il rischio.

La ricerca di decorrelazione oggi è diventata sempre più difficile da ottenere in mercati finanziari via via più complessi ed interconnessi. Le mutate dinamiche rendono più difficile costruire un portafoglio efficiente che contenga elementi poco correlati tra loro e che aiutino a difendersi nelle fasi meno favorevoli: le correlazioni tra le macro asset class hanno infatti subito forti cambiamenti negli ultimi dieci anni ed il potere difensivo di una asset class rispetto ad un’altra è cambiato fino a svanire in alcuni casi.
Per esempio, negli anni Novanta le materie prime e i mercati azionari emergenti erano tradizionalmente decorrelati rispetto alle azioni dei mercati sviluppati. Nell’ultimo decennio invece hanno mostrato movimenti sempre più sincronizzati tra loro.

La correlazione infatti varia nel tempo. Questa variabilità va a riflettersi direttamente sull’efficacia della diversificazione e sul suo “potere protettivo”.

Prima di spiegare il grafico sotto riportato faccio una premessa che aiuterà a comprenderne meglio la lettura.
Il coefficiente di correlazione è un valore compreso tra -1 e 1.

  • Più il coefficiente si avvicina a zero, più la correlazione lineare è debole.
  • Un valore di coefficiente positivo è indice di una correlazione positiva, in cui i valori delle due variabili tendono ad aumentare in parallelo.
  • Un valore di coefficiente negativo è indice di una correlazione negativa (o decorrelazione), in cui il valore di una variabile tende ad aumentare quando l’altra diminuisce.
  • I valori 1 e -1 rappresentano le correlazioni “perfette”, una positiva e l’altra negativa. Due variabili perfettamente correlate mutano insieme a velocità fissa.

Veniamo al grafico sopra (che confronta l’andamento della correlazione tra un indice azionario globale e un indice obbligazionario tra il 2010 e il 2016 – dati settimanali, fonte Bloomberg). Quando il mercato è caratterizzato da forti momenti di tensione (come durante la crisi del debito sovrano tra il 2011 e il 2012) la correlazione ha raggiunto livelli molto alti, andando così a penalizzare la “forza difensiva” della diversificazione. In questo contesto, sia azioni che obbligazioni hanno risentito, in maniera più o meno simile, delle difficoltà del mercato.

Al contrario, in periodi più stabili (come durante il 2014), la correlazione risulta in territorio negativo, andando così a rendere efficiente l’effetto della diversificazione tra le due asset class analizzate.

La maggior complessità dei mercati odierni ha causato anche turbolenze sul più difensivo e stabile mercato obbligazionario. I titoli corporate e high yield, influenzati sia dall’andamento delle materie prime che dall’andamento delle nuove economie, hanno reso il comparto obbligazionario più volatile e più correlato al mercato azionario.

Il problema nel costruire un portafoglio diversificato e composto di asset poco correlati è dovuto al fatto che le correlazioni sono misurate sul passato. Ci si potrebbe perciò chiedere se l’andamento, spesso indipendente, tra solidi titoli azionari e titoli di stato, finora statisticamente robusto, non possa dare luogo ad amare sorprese.

Pur essendo imprescindibile una sana costruzione di portafoglio fatta con asset decorrelati tra loro, bisogna tuttavia essere consapevoli che nessuna soluzione è perfetta e nessuno conosce il futuro. Conosciamo però le forze trainanti dei mercati. Azioni ed obbligazioni di qualsivoglia categoria dipendono da elementi comuni come crescita, tassi d’interesse e politiche economiche, solo per citarne alcuni.

La regola fondamentale

Rimane quella secondo cui i portafogli possono ottenere una più ampia diversificazione e quindi risultare più solidi in occasione di turbolenze dei mercati se investono in una pluralità di asset class (obbligazionarie, azionarie o alternative che siano).

Esistono infatti anche forme di investimento il cui andamento dipende da fattori o da forze realmente indipendenti da quelle che influenzano i mercati principali. Su queste forme di investimento si sta sempre più concentrando l’attenzione da parte di grandi investitori e di analisti.

Una cosa è certa senza avere le idee chiare sui necessari orizzonti temporali dei vari investimenti, entrando ed uscendo dai mercati in maniera emotiva, vanifichiamo la naturale crescita di lungo termine.

Ecco perché seguire i consigli di un attento consulente, che tenga conto della situazione finanziaria in maniera oggettiva, è determinante per ottenere un portafoglio efficiente con strumenti diversificati, il più possibile decorrelati, nell’ottica di minimizzare il rischio.

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Massimo Zaniboni

Massimo Zaniboni

Ciao, sono Massimo, e sono un private banker dal 1994.

Sono un esperto di strumenti finanziari che identifica i bisogni del il proprio Cliente e lo guida nella scelta degli investimenti coerenti con la propensione al rischio e l’orizzonte temporale, per garantire la continuità e sostenibilità del patrimonio familiare.