Il patrimonio di famiglia… Ma esiste davvero?  

Il patrimonio di famiglia… Ma esiste davvero?  

L’argomento è delicato, tocca il cuore e i sentimenti di tanti e può avere molteplici declinazioni differenti… Parliamo di equità tra figli. Meglio, del desiderio che tante persone hanno di fare in modo che i propri figli abbiano le stesse cose e possano apprezzare ciò che sarà loro lasciato, nel modo in cui sarà loro lasciato.

Quanto spesso capita che in una famiglia, i genitori si preoccupino di avere asset, beni e altro in “duplice” o “triplice” copia in modo da poter lasciare a ogni figlio la stessa cosa?
Un po’ come accade anche quando i figli sono piccoli. Gli si compra un gioco ciascuno, si accantonano per entrambi i denari per mandarli all’università … e così via.

Non è sempre facile, tuttavia, riuscire in questo intento. A volte, addirittura inconsapevolmente, si ottiene l’effetto esattamente opposto.

Questo articolo prende spunto dalle riflessioni che un cliente mi riportava a proposito degli appartamenti di famiglia e di come avrebbe voluto che fossero assegnati ai figli in un lontano futuro.

“Due magnifici immobili e due splendidi figli: può esserci qualcosa di più semplice da definire senza creare malcontento e divisioni? Io e mia moglie siamo già d’accordo…”

Ebbene, i sogni possono diventare realtà se coltivati con cura e consapevolezza. Al cliente mancano alcune fondamentali informazioni che adesso vi spiego e di cui vorrei che voi faceste tesoro per realizzare i vostri sogni.

La situazione di partenza è che moglie e marito possiedono due bellissimi immobili, uno di proprietà del marito e l’altro di proprietà della moglie, frutto entrambi di eredità ricevute. Il patrimonio di famiglia. Semplicemente vorrebbero che l’immobile di proprietà del marito andasse a un figlio e l’immobile intestato alla moglie andasse all’altro figlio.

Duole dirlo, ma il patrimonio di famiglia non esiste. Esiste solo un patrimonio personale tuo e uno mio. Non il nostro patrimonio.

Chiaro, stiamo parlando del patrimonio inteso come complesso di beni di cui una persona vorrebbe (o dovrebbe) disporre il trasferimento da un punto di vista legale e formale. Stiamo parlando del patrimonio che andrà in successione.

Quando smette di esistere il patrimonio di famiglia

Il patrimonio di famiglia, quello cui si fa abitualmente riferimento parlando degli immobili, delle attività finanziarie, dell’azienda riconducibili ad un nucleo famigliare, quello esiste. Esiste finché non se ne parla da un punto di vista di “trasferimento”. Qui smette di esistere.

Da un punto di vista legale e di diritto successorio, infatti, il patrimonio di famiglia non esiste. Ciò implica che, generalmente, ognuno di noi può decidere come distribuire ai propri eredi esclusivamente i beni a sé intestati e deve farlo nel rispetto di quanto stabilisce il codice civile in materia. Proprio così: rispettando quelle indicazioni previste in termini di quote minime che spettano alle varie categorie di eredi.

Quota disponibile

L’ordinamento italiano, più di altre normative, attribuisce grande importanza alla famiglia e, con questo obiettivo, limita il margine di manovra di ciascuno in fatto di trasferimento del proprio patrimonio a soggetti lontani dalla cerchia familiare. Prevede quindi che tu possa lasciare ad amici, conoscenti, associazioni o soggetti terzi solo la cosiddetta “quota disponibile”, disponibile appunto per chi vuoi tu, che per altro può comunque essere di nuovo un familiare che già riceve, se questo è quello che desideri.

Il coniuge, l’unito civilmente, i figli e, in mancanza di figli, i genitori, rappresentano i soggetti a cui il codice civile dà il diritto di ricevere il tuo patrimonio secondo quote ben precise, dette quote di legittima. Essi sono gli eredi “legittimari” e per legge hanno questo diritto.

Salvo pochi e precisi casi specifici, infatti, non possono essere esclusi dall’eredità e ne debbono avere almeno determinate porzioni. Se viene leso questo diritto, si crea la lesione di legittima e il soggetto che si trova in questa situazione può agire legalmente per ristabilire ciò che gli spetta.

Torniamo al cliente e al suo desiderio di lasciare un immobile a ciascun figlio.

Lesione di legittima?

Sì’, due. La prima effettuata dal padre nei confronti del figlio a cui il padre non lascia nulla (ipotizzando per semplicità che l’eredità sia composta solo da questi immobili e tralasciando il diritto che anche la moglie ha di ricevere quota parte dell’eredità del marito). La seconda effettuata dalla madre nei confronti del figlio a cui lei non lascerà nulla.

Entrambi i genitori, in buona fede, escludono dalla propria eredità un figlio pensando che possa essere compensato da quanto viene a lui lasciato dall’altro genitore. Per la legge italiana non funziona così.

I figli agiranno legalmente l’uno nei confronti dell’altro? Sono sempre andati d’accordo…
Vero, non lo farebbero… ma la vita porta con sé esigenze diverse e i figli avranno necessità diverse in funzione della loro vita e della famiglia che si creeranno a loro volta. Ed entreranno in gioco anche le opinioni e le idee delle persone con le quali i figli formeranno la loro famiglia…
Possiamo escludere categoricamente che non battaglieranno fra di loro? Le aule di tribunale per ora non lo escludono; anzi, visto l’elevatissimo numero di contenziosi tra famigliari per questioni di eredità, sembra un fenomeno molto diffuso.

Eppure il desiderio di questi genitori è proprio quello di non creare disparità, di agire in modo tale da attribuire a entrambi un’equa porzione del “patrimonio di famiglia”.

Due immobili, due figli, due splendide lesioni di legittima.

Dovremmo invece, anche con una consulenza adeguata, cercare di evitarle.
L’obiettivo deve essere quello di progettare il trasferimento del patrimonio in modo consapevole e corretto, facendo in modo che quello che si vuole, diventi realtà, che gli obiettivi diventino traguardi raggiunti.

L’obiettivo di accontentare tutti, di fare in modo che ciascuno abbia la sua parte e che nessuna questione possa sorgere da ciò che si è predisposto deve essere perseguito nel rispetto della normativa, se davvero volete che si realizzi. Conoscete la normativa e le sue sfaccettature?

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Massimo Zaniboni

Massimo Zaniboni

Ciao, sono Massimo, e sono un private banker dal 1994.

Sono un esperto di strumenti finanziari che identifica i bisogni del il proprio Cliente e lo guida nella scelta degli investimenti coerenti con la propensione al rischio e l’orizzonte temporale, per garantire la continuità e sostenibilità del patrimonio familiare.